Si sono sentite urla, bestemmie e grida sabato pomeriggio nello spogliatoio di Trombonave, dopo la sconfitta per 3-0 e la rissa negli spogliatoi con i paraculi di Pilonetto. C'è voluta la polizia per separare le due squadre e salvare l'arbitro dal linciaggio. Il primo ad uscire dopo un porcesso sommario, pesto ed in lacrime, è il centrale Ormancey, espulso al 51mo. Poi tutti gli altri, dopo la seconda sconfitta ingiusta, immeritata, inspiegabile e oltremodo larga nel punteggio.
Parla il capitano: "Ormancey è un coglione, si è fatto cacciare come un idiota e ci ha messi nei guai. Ma per come sono girate le cose, non sarebbe cambiato niente. E quest'anno è la seconda partita maledetta, in una ci siamo giocati la Coppa, qui probabilmente il campionato".
I fatti sono chiari: centrocampo diviso equamente come dalle previsioni, ma CINQUE azioni a UNA in favore dei paraculi. Attacco di Pilonetto leggermente superiore (1 o 2 sottolivelli) su 2 lati e inesistente sul terzo, attacco di Trombonave leggermente superiore su 2 lati e dominante sul terzo. Con la nota che è un po' più complicato pareggiare un attacco straordinario rispetto ad uno debole. Morale: 3-0, con un gol su SE e l'altro su punizione indiretta (su cui la difesa di Trombonave è superiore all'attacco dei paraculi).
Quando si azzeccano tattica e uomini c'è poco da recriminare: se i dadi sono truccati si perde e basta. Un cordiale vaffanculo ai tifosi, pronti ad incazzarsi ma lenti nel gioire. Un altro agli sviluppatori che rendono possibile fare tattiche assurde e vincere.
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